Hallway Usability Test: tutto quello che non sapevi sui test da corridoio

20 feb 19

Nei precedenti articoli abbiamo già discusso riguardo diverse tipologie di User Test che si possono effettuare.
Nello specifico abbiamo delineato 2 macro-categorie:

  • Low Fidelity Test, o test Lo-Fi: utilizzati nei primi stadi di prototipazione di un’interfaccia per testarne le funzionalità di base;
  • High Fidelity Test, o test Hi-Fi: condotti quando il design è già ad uno stato avanzato di creazione ed in grado di testare anche la vera esperienza di navigazione dell’utente.

Abbiamo inoltre visto come questi test, per l’appunto utilizzati in fasi differenti di progettazione, qualora vengano combinati all’interno del processo di design possano portare a significativi risultati in grado di migliorare l’usabilità e l’esperienza di navigazione ancora prima della pubblicazione del nostro sito web o della nostra applicazione.

(per un approfondimento rileggi l’articolo: www.neurowebdesign.it/it/user-testing-quale-scegliere)

Ciò che non vi abbiamo ancora detto è che esiste una terza modalità di User Test, meno strutturata delle precedenti ma sicuramente più rapida nella sua attuazione: i cosiddetti Hallway Usability Test, o “Test da corridoio”.

Cosa si intende per test da corridoio?

I test da corridoio vengono solitamente condotti attraverso il reclutamento di individui casuali, scelti senza alcun criterio specifico per testare prodotti, software e interfacce. Non vi è quindi alcuna discriminante nell’individuazione dei potenziali tester; chiunque sia disponibile a spendere 10-20 minuti del proprio tempo è un candidato ideale, indipendentemente dalle proprie capacità web.

Questi tipi di test vengono utilizzati solitamente in una prima fase di progettazione di un’interfaccia, in concomitanza o a sostituzione di test-lo fi, per avere un feedback immediato sulle sue funzionalità principali.

I ritmi e le modalità con cui vengono condotti sono più rapidi e meno formali e per questo motivo la loro validità è da molti addetti del settore messa in dubbio.

Ciò nonostante, esperti di User Experience credono fermamente che tramite i test da corridoio sia possibile portare alla luce ben il 95% dei problemi di usabilità.

Se a questo dato aggiungiamo il fatto che uno dei maggiori problemi nella fase di organizzazione di test di usabilità è il reclutamento di tester con caratteristiche e abilità specifiche e in linea col prodotto che stiamo testando, la propensione generale sarebbe di optare principalmente per questa tipologia di test.

Questo comporterebbe un significativo abbattimento dei costi di analisi, sia in termini economici sia di tempo, non credete?

Ma allora perché non condurre esclusivamente test da corridoio?

Se da un lato tramite i test da corridoio possono far emergere una buona parte dei problemi di usabilità, dall’altro non è possibile analizzare accuratamente l’esperienza di navigazione dell’utente.

Questi test vengono condotti spesso utilizzando colleghi, amici o familiari che si sottopongo spesso per farci un piacere, o perché al momento non hanno nient’altro di meglio da fare. Mancano quindi di una reale motivazione nello svolgere i compiti richiesti e vi è il rischio che portino a termine la task in maniera approssimativa.

Così facendo, i dati che ricaveremmo sarebbero almeno in parte “falsati”.

In più, se il nostro obiettivo è quello di indagare l’effettivo stato emotivo di chi naviga e perciò intendiamo utilizzare strumenti di analisi biometrica (come ad esempio l’EEG), la scelta deve ricadere assolutamente su tester di qualità, scelti in base a determinati criteri ben delineati in fase di pre-organizzazione dei test, in linea col prodotto che andiamo ad analizzare.

I tester inoltre devono trovarsi in una situazione il più confortevole possibile, che gli Hallway Usability Test non offrono. Solo così facendo potremmo ricavare dei dati di qualità ed evitare i cosiddetti “muddy data”, o dati fangosi.
È necessario fare molta attenzione ad escludere dalla propria analisi questo tipo di dati, poiché potrebbero portare a conclusioni affrettate e fuorvianti.

In definitiva, quando posso utilizzarli?

Gli Hallway Usability Test possono essere molto utili in fase di prototipazione o di beta testing, qualora il nostro obiettivo sia di avere una visione generale sull’usabilità.

Possono essere sicuramente un’integrazione alle altre due tipologie di test precedentemente descritte. L’importante è effettuarli con la consapevolezza di ricavare soltanto dati parziali e in parte artefatti.

Il consiglio che vi vogliamo dare è quello di affidarvi sempre a degli esperti, anche qualora vogliate condurre questo tipo di test. Condurre uno user test non è semplice ed è un procedimento che richiede professionalità.

Solo rivolgendosi a professionisti del settore si potranno ricavare soluzioni utili anche semplicemente da dei test da corridoio.

Per questo o per avere maggiori informazioni non esitate a contattarci a: info@neurowebdesign.it

Articolo a cura di Nicola Trentin